CES 2026: il primo volante direct drive senza fili
Al CES 2026 è stato mostrato quello che molti aspettavano da anni: un volante con force feedback direct drive e collegamento senza fili. Non è una novità estetica. Trasmettere il force feedback via radio, con la reattività che il direct drive richiede, è un problema tecnico serio — ed è per questo che finora non l’aveva fatto nessuno.
Cosa è stato presentato
Il groviglio di cavi è il problema meno raccontato di una postazione da sim racing: alimentazione, dati, USB, un cavo per ogni pezzo. Toglierne uno, e proprio quello del volante, cambia il modo in cui la postazione si monta e si sposta.

La sfida però non è il cavo: è la banda e la latenza. Un direct drive aggiorna la forza centinaia di volte al secondo, e ogni millisecondo di ritardo si sente nelle mani come una gomma che risponde in ritardo. Che una cosa così sia arrivata a un CES vuol dire che il problema è stato affrontato, non che sia risolto per tutti i casi d’uso.
Direct drive: perché conta
Il direct drive collega il motore direttamente all’asse del volante, senza ingranaggi né cinghie in mezzo. Quello che cambia:
- Reazioni immediate. Niente gioco meccanico fra quello che succede nella simulazione e quello che senti.
- Dettaglio fine. Il bordo del cordolo, l’asfalto che cambia, la gomma che inizia a scivolare: arrivano tutti separati, non impastati.
- Forza vera. Coppia alta e transizioni rapide, che è quello che serve per correggere un sovrasterzo prima che sia troppo tardi.
I vantaggi concreti
Tolto il cavo dati, i vantaggi pratici sono quattro:
- Libertà di montaggio. Meno vincoli su dove mettere la base e su come far passare i cavi.
- Postazione pulita. Che non è solo estetica: meno cavi vuol dire meno cose che si impigliano quando sposti il sedile.
- Montaggio e trasporto più rapidi. Utile davvero a chi porta la postazione a eventi o la smonta spesso.
- Una distrazione in meno. Nel campo visivo basso resta il volante e non un cavo che oscilla.

Oltre il volante: il resto della postazione
Mentre il volante fa il salto, il resto della postazione conta di più, non di meno: in un setup ordinato ogni pezzo mediocre si nota. Un cambio sequenziale preciso e un freno a mano reattivo restano indispensabili per rally, drift e cronoscalata; una dashboard con la telemetria davanti agli occhi toglie informazioni dallo schermo; una pulsantiera evita di cercare i tasti con la mano. E anche i dettagli d’arredo, come le mensole a forma di spoiler, fanno la loro parte.
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Domande frequenti
Cos’è un volante direct drive wireless per sim racing?
È un volante con force feedback direct drive — motore collegato direttamente all’asse — che comunica senza cavi per i dati, riducendo l’ingombro e semplificando il montaggio senza rinunciare a prestazioni e realismo.
Un volante direct drive wireless ha latenza?
Qualsiasi collegamento senza fili introduce un ritardo, ma nei prodotti pensati per il sim racing l’obiettivo è renderlo impercettibile. Conta più la qualità dell’implementazione — protocollo, gestione delle interferenze, stabilità — del fatto di essere wireless in sé.
Il force feedback direct drive funziona bene anche senza cavo?
Sì, se la trasmissione è progettata per reggere banda e reattività richieste. Il direct drive vuole aggiornamenti rapidi e stabili: quando questi requisiti sono rispettati, l’esperienza resta fluida e precisa.
Quali sono i vantaggi di un volante wireless nel sim racing?
Riduce il groviglio di cavi, rende la postazione più ordinata, velocizza montaggio e smontaggio e facilita il trasporto. In più toglie una fonte di distrazione visiva e lascia più libertà nell’organizzare il cockpit.
Wireless o cablato: cosa cambia davvero?
Il cablato è più semplice da gestire e insensibile alle interferenze; il wireless punta su ordine e praticità. La differenza vera la fanno stabilità del segnale, gestione della batteria e qualità del force feedback, non il tipo di collegamento.
Come si alimenta? Serve comunque un cavo?
Dipende dal modello: alcuni sono senza fili solo per i dati e richiedono comunque l’alimentazione, altri adottano soluzioni diverse. Un motore direct drive assorbe parecchia corrente, quindi il cavo di alimentazione è la parte più difficile da eliminare.
Quanto dura la batteria di un volante wireless?
Dipende dalla potenza del sistema, dall’intensità del force feedback, dalla frequenza di aggiornamento e dalla capacità della batteria. I produttori indicano l’autonomia in ore e se si può usare mentre è in carica: è il dato da cercare nelle prove indipendenti.
È compatibile con PC, PlayStation e Xbox?
La compatibilità varia molto. Su PC è quasi sempre più semplice, mentre sulle console entrano in gioco licenze e protocolli. Prima di comprare vanno verificate piattaforme supportate, base, eventuali adattatori e compatibilità con i giochi che ti interessano.
Il wireless può disconnettersi durante una gara?
In teoria sì: interferenze radio, distanza, ostacoli e congestione possono influire. I sistemi seri riducono il rischio con protocolli dedicati, ma conviene comunque curare la posizione del ricevitore e limitare le fonti di disturbo vicine.
Vale la pena il direct drive se gioco poco?
Dipende da quanto cerchi precisione. Il direct drive dà un feedback molto più dettagliato di ingranaggi e cinghia, ma costa parecchio. Per un uso occasionale un volante a cinghia è già ottimo; se punti all’immersione, il salto si sente eccome.
Quali accessori ha senso abbinare a un volante di fascia alta?
Cambio sequenziale e freno a mano per rally e drift, una pulsantiera per avere i comandi sotto le dita e una dashboard per la telemetria. In una postazione ordinata questi pezzi si notano di più, quindi vale la pena sceglierli bene.
Cosa aspettarsi adesso
Un annuncio al CES non è un prodotto sullo scaffale. Prima di entusiasmarsi conviene aspettare le prove indipendenti su tre punti: stabilità del collegamento sotto carico, autonomia reale e compatibilità con le console. Se reggono, il cavo del volante diventerà un ricordo. Nel frattempo, tutto il resto della postazione si può migliorare oggi.
